Place/Es incontra #lavolpe

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Un bosco, nella città…per la città.
Un’opera d’arte che mette insieme creatività e scienza, ricerca e natura.
Un museo a cielo aperto che protegge ed espone la bellezza del territorio.

Nella cornice unica del Real Bosco di Capodimonte (NA), in occasione della Festa dell’Estate “Ballando al chiaro di luna”, Copihue Floral Studio porta la sua concezione di design e natura con l’installazione di “Place/Es”, la foresta dell’anima.

Nel corso dell’evento, promosso ed organizzato dal Real Bosco e dalle associazioni Amici di Capodimonte onlus e Premio GreenCare Ets (che si terrà venerdì 28 giugno 2019 alle ore 19.30),
i partecipanti potranno vivere l’esperienza sensoriale che “Place/Es” offre:

Giocare con le forme. Date dal movimento di tratti altri.
Parti del sé. Non conosciute.
Per emergere. In un giardino che si ritrova solo nello spazio di tempi e percezioni condivise.

Place/es nasce dalla volontà di raccontare il floral design, e di come questa disciplina esprima un’estetica non convenzionale.
Place/es é dunque un sistema di luoghi connessi laddove il fiore non è un mero elemento decorativo ma uno strumento immediato, materico ed espressivo.
Luoghi che prendono forma, mutano, dando sostanza ad identità collettive e individuali mai espresse.

ES: ” la voce della natura nell’animo dell’uomo”.

Per la festa dell’Estate racconteremo di un incontro magico fra un giardino immaginario che la flora e la fauna del Real Bosco che lo accoglie, per dare vita a paesaggi in mutamento, storie e incontri speciali.

Come quello con una volpe.

“Sono nata qui vicino, almeno credo. Ricordo di esserci arrivata molto tempo fa, era inverno e pioveva in continuazione. L’odore della terra bagnata è quello che più mi piace dell’inverno. Quello che invece non mi piace affatto è avere anche il pelo sempre bagnato, mi fa venire il raffreddore.
Stagione dopo stagione ho imparato a riconoscere ogni albero, ogni cespuglio, ogni prato in cui correre quando fa buio e nessuno può vedermi, a meno che non guardi davvero molto attentamente.
In questo bosco a volte devo nascondermi, perché sento rumori spaventosi. Non so quale strana creatura li emetta, ma so che devo starne alla larga.

L’unica cosa che però davvero non mi piace della vita qui è stare sempre sola. Non ci sono altre volpi insieme a me. Forse sono qui perché mi sono perduta, non me lo ricordo. Solo una volta ho creduto di vederne una. Un’altra volpe dico. Mi sono emozionata così tanto nel vederla che quasi ho sentito il cuore scoppiarmi in petto. Mi sono avvicinata a lei per darle un bacio, ma sono scivolata nella fontana e lei è scomparsa all’improvviso. Non so nuotare ed ero sul punto di annegare.
Qualcosa mi ha tirato su, non so cosa fosse e ho avuto paura. Per questo ho dato un morso forte e mi sono liberata.
“Bestiaccia! Io ti tiro fuori dall’acqua e tu mi ringrazi così!”.
Sono corsa per nascondermi nella tana sotto il mio albero. Da lontano li ho visti, erano uomini. Dell’altra volpe come me nessuna traccia.

Avevo un po’ paura, ma ci sono tornata, perché volevo rivederla. Volevo raccontarle quello che faccio durante il giorno, dove mi piace cacciare, dove mi riposo quando sono stanca.
Lentamente mi sono avvicinata al bordo della fontana. Le rondini volavano sopra di me per controllare che non arrivasse nessuno. Piano pano mi sono affacciata, alcuni pesci rossi nuotavano nervosi, una goccia è caduta da una foglia sospesa da un ramo e ha creato dei cerchi sull’acqua.
Poi l’ho vista, di nuovo, era lì dentro che mi guardava, come se mi stesse aspettando. Mi sono lanciata per non farla scappare, per dirle che potevamo essere amiche, forse eravamo sorelle.

Un’altra volta lei è scomparsa sotto di me. Un’altra volta affogo. Un’altra volta qualcosa mi tira su. Le rondini si agitano e mi avvertono che gli uomini sono tornati, ma è troppo tardi.
Provo a mordere, ma non afferro nulla. “Questa volta non mi freghi! Tira la corda Giusè!”
Non so come, sono fuori. Non mi hanno fatto male, corro via…però questa volta mi fermo un po’ prima del mio albero. Mi volto indietro e li vedo. Sorridono.
Non saranno volpi, però ogni volta che torno loro mi salvano. Forse mi vogliono bene.
Ormai ho imparato a nuotare (mi sono esercitata nel laghetto), ma tutte le volte faccio finta di annegare così loro corrono da me.”

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